Leonardo DiCaprio torna sul grande schermo con un film che promette di essere imponente, emozionante e politicamente scottante: Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) di Paul Thomas Anderson. Già dal trailer, dall’anticipazione di critica e dalle prime recensioni, si capisce che non siamo davanti a un semplice action-dramma: qui l’azione è metafora, la battaglia è anche interiore, e il prezzo da pagare è quello che ha il volto di una figlia.
La storia segue Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), ex rivoluzionario dimenticato, ora padre di Willa, adolescente; quando il suo vecchio nemico, il colonnello Lockjaw (interpretato da Sean Penn), torna in scena e mette la giovane in pericolo, Bob è costretto a riunire il gruppo di ex combattenti noto come French 75 per salvare ciò che ama. Serve preparazione, serve dolore. Serve l’amore di un padre che ha smesso di credere.
Ciò che rende Una battaglia dopo l’altra affascinante è il modo in cui Anderson mischia politica, commedia amara, imprese spettacolari e momenti intimi: la colonna sonora di Jonny Greenwood che accompagna il senso di decadenza, la fotografia VistaVision che fa quasi tremare ogni inquadratura, i dialoghi che oscillano tra satire pungenti e riflessioni amare sul passato. DiCaprio non è il solito eroe lucido: è stanco, disilluso, barcolla ma combatte ancora.
Uscito negli Stati Uniti e, dall’25 settembre 2025, anche in Italia, Una battaglia dopo l’altra si profila come uno dei film più importanti dell’anno: non solo per il budget alto o il cast stellare (Benicio Del Toro, Regina Hall, Teyana Taylor), ma per la capacità di fare cinema d’autore che parla a una platea ampia, che intrattiene e scuote.